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LA PARTE SCONOSCIUTA DI GIANNI RODARI: SCARICA GRATIS I LIBRI
LA PARTE SCONOSCIUTA DI GIANNI RODARI SCARICA GRATIS I LIBRI

La parte sconosciuta di Gianni Rodari


1920 – 2020: a cento anni dalla nascita di Gianni Rodari, si moltiplicano le iniziative editoriali e culturali per celebrare uno degli scrittori italiani più amati in tutto il mondo.
Anche la varesina Macchione Editore vuole contribuire a questa grande occasione, METTENDO A DISPOSIZIONE DI STUDIOSI E LETTORI I TESTI INTEGRALI DI DUE SAGGI CHE HA PUBBLICATO NEGLI ANNI SCORSI.
ENTRAMBI I PDF POSSONO ESSERE SCARICATI GRATUITAMENTE IN FONDO A QUESTA PAGINA (DOCUMENTI CORRELATI).
Saggi che hanno il merito di aver fatto conoscere quei fondamentali ed “eroici” anni giovanili in cui, con non poche sofferenze, ma con tante intuizioni geniali e rivoluzionarie, Gianni si è formato, ha scoperto la sua vocazione giornalistica e narrativa, ha cercato di conciliare il mondo cattolico e quello comunista.


Già nel lontano 1984, nel suo volume “LETTERATURA E POPOLO”, Pietro Macchione è stato il primo a rendere noti i racconti giovanili di Gianni Rodari pubblicati sul quotidiano “Il Corriere Prealpino” e a rintracciare presso l'Istituto di Studi Comunisti (Scuola delle Frattocchie) la fondamentale “Autobiografia” scritta da Gianni nel momento della sua adesione al PCI. Successivamente avrebbe scoperto anche i racconti pubblicati da Gianni sul settimanale “Luce"..
 
Contemporaneamente l'interesse della Casa Editrice per “Gianni” è proseguito nel tempo con la pubblicazione di alcuni volumi che  raccolgono racconti e articoli del periodo varesino e non solo.

Nel 2010, grazie alla collaborazione con Chiara Zangarini e Ambrogio Vaghi, abbiamo pubblicato GIANNI RODARI E LA SIGNORINA BIBIANA. I RACCONTI E GLI SCRITTI GIOVANILI.
Vi si ripercorre la biografia giovanile, si pubblicano e si analizzano i primi dieci racconti scritti da un Rodari sedicenne nel 1936, e quelli scritti nel 1946/47, allo scopo di rintracciarvi le radici e la progressiva crescita della sua personalità di scrittore.
Ambrogio Vaghi ricorda gli anni in cui lui e Gianni erano colleghi all'Ordine Nuovo, il giornale del Partito Comunista Varesino.
Si pubblicano e si analizzano gli articoli scritti da Gianni su l'Ordine Nuovo e su La Prealpina tra il '45 e il '53.

Nel 1946, collaborando con il Corriere Prealpino, Gianni Rodari ideò una rubrica e la intitolò POESIA DI NOSTRA TERRA. Si proponeva di riscoprire le leggende del territorio tra Varese e il Lago Maggiore, sino ad allora tramandate solo per via orale. L'idea ebbe successo e le leggende inviate dai lettori (o scritte direttamente da lui che utilizzava spesso simpatici pseudonomi) e pubblicate furono 19. Chiara Zangarini, ha pubblicato una rivisitazione di queste leggende: POESIA DI NOSTRA TERRA è un libro del 2010.

Le ricerche continuano e trovano il loro compimento con la pubblicazione nel 2013 del volume STORIA DEL GIOVANE RODARI, una vasta e fondamentale biografia su quegli anni e con alcuni “misteri” risolti, come ad esempio i motivi della sua uscita dal seminario e i rapporti con Mons. Citterio.

ASCOLTIAMO LE PAROLE DI PIETRO MACCHIONE:
"Questo volume costituisce il tentativo di raccontare in modo organico e documentato i primi trent’anni di vita di Gianni Rodari, quelli decisivi per la formazione dell’uomo e dello scrittore, ricchi di ideali ed eroismi, turbamenti e delusioni, fatiche e risultati.
Ciò è stato reso possibile grazie a una preziosa serie di nuovi documenti che da poco ho rintracciato, all’ampia raccolta di scritti rodariani utilizzata per la pubblicazione del volume Gianni Rodari e la Signorina Bibiana. I racconti e gli scritti giovanili 1936-1947, da me scritto assieme a Chiara Zangarini e Ambrogio Vaghi (Varese 2010); oltre che naturalmente alle decine e decine di ricerche condotte negli anni a Gavirate (Amici di Fignano) e Omegna, dal Centro Studi Gianni Rodari di Orvieto, nelle Università, in Archivi e Biblioteche. Senza dimenticare il fondamentale contributo di studiosi come Marcello Argilli, Luciano Caimi, Giorgio Diamanti, Carmine De Luca, Pino Boero, Giorgio Bini e molti altri citati nel volume; ma soprattutto di Maria Teresa Ferretti Rodari, custode con la figlia Paola della memoria di Gianni."

LEGGI LA RECENSIONE DEL VOLUME PUBBLICATA DALL'AGENZIA ANSA:
Il valore, il senso e le potenzialità espressive del fumetto furono motivo di civile, ma forte, dissenso fra lo scrittore comunista Gianni Rodari da una parte, il leader del Pci Palmiro Togliatti e la compagna del 'migliorè Nilde Iotti dall'altra. Di questo fatto dà testimonianza 'Storia del giovane Rodarì scritto da Pietro Macchione per la sua stessa casa editrice con la collaborazione di Chiara Zangarini e Ambrogio Vaghi.
Nel libro l'aspetto di questa diatriba non è soltanto curioso, perchè si esplora invece il concetto che sul piano culturale il Partito Comunista aveva delle nuove arti, termine peraltro disconosciuto, sul piano della comunicazione e della propaganda nei confronti soprattutto dei giovani. Nel 1951 la futura presidente della Camera, pur contestando in Parlamento un progetto di legge democristiano che mirava a un maggiore controllo della stampa destinata all'infanzia e all'adolescenza, prese posizione condannando il fumetto sia per i contenuti che per la forma. Ne scrisse anche su 'Rinascità e allora Rodari contestò le tesi della Iotti, lui che sostenuto da un'altra grande figura del Pci come Giancarlo Pajetta aveva portato al
successo 'Il Pionierè anche grazie al fumetto, e scrisse al direttore Togliatti. Il quale non si chiamò fuori e interloquì con il maestro della filastrocca lasciandogli qualche porta aperta. Una posizione dell'eterodossia comunista che oggi può sembrare davvero singolare o addirittura ridicola.
Ma nel volume si traccia tutta la storia del Rodari giovane dall'appassionata esperienza cattolica e quasi confessionale, a una sua onesta e brevissima autobiografia in cui lo scrittore fa ammenda della sua pur minima partecipazione agli obblighi fascisti. «Era una vigliaccheria - scrive - ma non avevo altre vie d'uscita: un operaio avrebbe reagito in altro modo, io ero un intellettuale piccolo borghese di periferia e avevo i difetti di questa categoria». E poi vari splendidi articoli come inviato dell'Unità alcuni - sulla tragedia di Loano con 44 bambini morti, molti milanesi, ad Albenga - che ne prefiguravano l'incredibile talento. (ANSA).
 

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