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IL MALEDETTO TRAPEZIO DI VENERE Il libro-scandalo di Appelius censurato da Mussolini di Roberto Festorazzi (978-88-6570-682-4)
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IL MALEDETTO TRAPEZIO DI VENERE Il libroscandalo di Appelius censurato da Mussolini di Roberto Festorazzi IL MALEDETTO TRAPEZIO DI VENERE
Il libro-scandalo di Appelius censurato da Mussolini
di Roberto Festorazzi

Un cronista d’assalto muove alla conquista della fortezza inespugnabile di una verità nascosta, una vergognosa piaga mondiale. Grazie a una formidabile indagine svolta ai quattro angoli del pianeta, dall’Argentina alla Francia, dalla Polonia a Shanghai, Mario Appelius, in un libro -j’accuse rimasto inedito, narrò, per i posteri, l’agghiacciante scandalo della mercificazione del sesso in catene. Ne emerge uno straordinario ritratto d’epoca: una ruga scavata sul volto dei meravigliosi anni Trenta del secolo scorso. Censurato in Italia, e approdato poi a una delle più blasonate agenzie letterarie internazionali, il testo venne tuttavia rifiutato. Quanto raccontato da Appelius, trova conferma in elementi di fatto, storicamente documentati, che videro la stessa comunità israelitica in Argentina sollevarsi, indignata, per isolare e denunciare gli elementi correligionari coinvolti nella turpe tratta delle bianche. Furono anche celebrati processi, contro gli organizzatori dei traffici e dello sfruttamento di giovani donne, che ebbero vasta eco. 1934: il giornalista e scrittore Mario Appelius, inviato all’estero tra i più prolifici e onnipresenti di tutto il Ventennio, scrisse, per il suo editore Mondadori, un libro-inchiesta, intitolato Il trapezio di Venere, che documentava la tratta internazionale delle schiave bianche, come prima forma di globalizzazione del mercato della prostituzione. Avvalendosi della sua esperienza di consumato “redattore viaggiante”, e contando sul supporto informativo di fonti interne al trust mondiale del sesso a pagamento, Appelius si infiltrò nei gangli del Big Business, ne scoperchiò i punti vitali, e scrisse un’inchiesta avvincente, che non vide però mai la luce. Il libro, destinato e diretto, come atto di denuncia, alla Società delle Nazioni di Ginevra, fu infatti censurato per ordine di Mussolini. Il testo conteneva veementi accuse contro la Francia, rea di essere uno dei maggiori paesi di esportazione della “donna bianca” destinata ai bordelli di metà del mondo. In quel momento, il Duce stava intavolando feconde trattative con la Francia, e ritenne “inopportuna” la pubblicazione dell’opera.
Roberto Festorazzi ha scovato il manoscritto originale, e tuttora inedito, del Trapezio di Venere, e, con un fine lavoro di contestualizzazione storica, ne ha ricavato una narrazione appassionante.

Roberto Festorazzi è nato a Como il 3 marzo 1965. Giornalista professionista, scrive attualmente per il Corriere del Ticino, ed è autore di una trentina di libri di storia contemporanea. Tra le sue ultime opere, Gli archivi del silenzio (il Silicio, 2016), Secret (Macchione, 2017) Il golpe di Dongo (il Silicio, 2018), Il capitano “Neri” e la morte del Duce (il Silicio, 2019), Mio nonno fascista (il Silicio, 2020), D’Annunzio e la Piovra fascista (il Silicio, 2020), L’infelicità di Corrado Alvaro (Macchione, 2021).

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